Adam Ant: intervista a 'Pogo'

Adam Ant: intervista a 'Pogo'

Adam Ant Cineteatro 17/10/1978

Subito dopo il secondo concerto di Adam & the Ants al Teatro X Cine di Milano (17 ottobre 1978), Adam diede un’intervista alla fanzine 'Pogo'. Tre dei suoi collaboratori (Sandro Baroni, Daniele Petrini e Glezos) qualche minuto dopo la fine del concerto furono invitati nel camerino di Adam, che aveva ancora i capelli inzuppati di sudore. Presenti all’intervista erano Anna Melluso, ovvero Rosso Veleno, e la celebre Jordan. In qualche modo le cose non filano per il verso giusto, in parte a causa dell’atteggiamento ostile da parte di Sandro e del conseguente approccio sospettoso di Adam. Riascoltando la registrazione dell’intervista si ha l’impressione di assistere ad una noiosissima partita di poker. L’intervista che Adam aveva concesso negli studi di Radio Popolare il sabato precedente era completamente diversa: in quell’occasione il cantante aveva parlato più approfonditamente degli Ants e della scena punk londinese.

Questa è la trascrizione completa di quell’intervista - la cui qualità di registrazione è scarsa, tanto da rendere incomprensibili alcune parole - e che uscì qualche settimana dopo su 'Pogo' n. 6. Anni dopo l’intervista sarebbe apparsa su vari nastri bootleg e sulla facciata B del 12” 'Lady/Young Parisians' (Damaged Goods).

Sandro Baroni (Pogo): Sei soddisfatto di come è andata la serata?
Adam Ant: Oh, sì, sì, molto.

S. B.: Cosa ne dici dei ragazzini italiani che fanno finta di essere inglesi e saltano davanti al palco?
A. A.: Non stanno facendo finta di essere inglesi, stanno solo tentando di essere loro stessi, non credi? No? E perchè non lo credi?

S. B.: Perchè il loro è un comportamento che a Milano non si è mai verificato in nessun concerto.
A. A.: Sì, ma prima non ne avevano avuto l’occasione.
Glezos (Pogo): Nessun gruppo punk si era esibito qui prima di voi.....
A. A.: E’ per questo che sono molto contento, perchè questo è l’inizio di un movimento in Italia.

S. B.: Pensate di tornare ad esibirvi in Italia?
A. A.: Sì, lo spero, il più presto possibile.

S. B.: Qual’è il significato della tua mimica sul palco?
A. A.: Non è una mimica. Penso solo ai testi, penso alle storie che sto raccontando. Interpreto semplicemente le parole attraverso il mio corpo.

S. B.: Nella vita di tutti i giorni sembri essere molto diverso da quello che sei sul palco. E’ così?
G.: (rivolto a S. B.) Ti risponde di no...
A. A.: No, non sono diverso, sul palco sono solo sovraeccitato. Sono di umore diverso, ma sono la stessa persona.

S. B.: E’ per questo che quando vai in scena sei truccato e travestito?
A. A.: Quando vado in scena? Sono così sempre!

S. B.: Cosa ne pensi di tutte le tensioni che hanno accompagnato la vigilia di questo concerto, del timore di incidenti eccetera?
A. A.: Oh, i fascisti? Beh, mi hanno chiesto tutti se non avevo paura di suonare qui, e ho risposto di no. E continuo a non avere paura. Ed anche se succederanno incidenti in futuro non avrò paura.

G.: Da quanto tempo si sono formati gli Ants?
A. A.: Circa....(esita)....è incominciato tutto circa due anni fa.

G.: Come mai ci avete messo tanto tempo a venire fuori, al contrario di altre bands? Ci sono stati problemi di management?
A. A.: Oh no, è stato un gran letto di rose, finora (risate).

S. B.: Senza il punk che fine avresti fatto? Cioè, li vesti i panni del punk oppure......
Jordan: Saresti diventato un....(esita).......cosa avresti........
A. A.: Sarei diventato un guardiano di gabinetti pubblici, oppure un....(esita)....sarei diventato un imbianchino.
Jordan: Oh, sì, gabinetti.